mercoledì, 26 luglio 2006

iosoindignato

Ieri mattina ho discusso con Armida. Aveva bisogno di conforto e io non ho saputo darglielo. Poi ieri pomeriggio, ripensando all'accaduto, ho tentato di mettermi nei suoi panni. Ho provato a pensare come mi sentirei io se mi trovassi nella situazione di dover lasciare anzitempo uno stage sottopagato, proprio come deve fare lei. E si' effettivamente ho pensato che non e' una situazione piacevole. Devi andare la' con la faccia di quello che li abbandona, che li lascia nei guai, perche' il tuo lavoro finiva a settembre e senza il tuo pezzo di ricerca non sai come faranno.

"Forse e' vero, non le sono stato abbastanza vicino, perche' non mi ero ancora immedesimato, ora che ci penso non e' proprio facile. La capisco..."

Poi l'illuminazione. Anzi prima dell'illuminazione la premessa: per quanto riguarda il lavoro siamo capitati in un momento di merda di un paese di merda. Co.co.co, co.co.pro, stage, per quanto la possano addolcire con nomi improbabili, un'inculata rimane un'inculata.

Stanno rovinando una generazione, ci stanno tagliando le gambe, ci stanno togliendo un futuro. Con la scusa dello stage ci fanno fare lavori del cazzo, retribuiti poco quando ci va bene, se ne fregano se abbiamo lauree, parliamo quatrro lingue, abbiamo idee, entusiasmo, energia, loro ci ammazzano con forme di bieco sfruttamento per giunta perfettamente legali e regolamentate. Ci umiliano sottopagandoci, sottoccupandoci, sottovalutandoci. Ci negano qualsiasi diritto.

E tutto perche' noi glielo lasciamo fare. E' questa la verita'. Noi non ci siamo mai ribellati e continuiamo a non ribellarci, anzi accettiamo la situazione, a malincuore, ma la accettiamo e ci sentiamo pure in colpa se lasciamo le cose a meta'.

E qui veniamo all'illuminazione. Armida ha l'occasione, per una volta, di metterglielo in culo a loro e solo per senso di responsabilita' si deve fare il sangue amaro (e attenzione che non sto parlando di un lavoro stimolante o professionalmente formativo, ma di mera e avvilente attivita' d'ufficio)?

Macche'! Armida deve andare la' e sfruttare l'occasione per un piccolo riscatto personale e di tutta la categoria. "Addio signori, ho deciso che non vi servo piu'! Come? Siete nella merda se vi lascio ora? E al fatto che io vivo permanentemente nella vostra merda, chi ci pensa? Al fatto che non ho un lavoro, non ho diritti sindacali, non ho contributi, non avro' una pensione, chi ci pensa, eh?"

Ma andate affanculo. Viviamo in una societa' narcotizzata se tutto cio' e' davvero possibile.

Armida, vai e lasciali, ora si' che sono con te, ora si' che ti sono vicino. 

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categorie: lavoro, considerazioni, armida, il belpaese
venerdì, 21 luglio 2006

iosoaruotalibera

10 giorni e anche questa esperienza si chiude. Fra 10 giorni torno in Italia. E se devo essere sincero, sono contento.

Mi risparmio le considerazioni banali sul valore di un'esperienza che ti fa crescere e bla bla bla...

Quello che voglio dire e' piuttosto che sono contento perche' ho voglia di stare in Italia. Forse gia' l'ho detto, mi ripetero', ma questa societa' e Londra non sono fatte per me, non ancora per lo meno. Sento il bisogno di una realta' piu' genuina, piu' personale. Sicuramente la situazione in cui mi sono trovato (lavoro pallosissimo al consolato, senza stipendio, con poche conoscenze) non mi ha permesso di godere al massimo di quello che puo' offrire questa citta'. Ma nemmeno io ho fatto molto per cambiare le cose ed e' stata una scelta abbastanza consapevole, la scelta di uno che non si sente a casa. Sono ancora troppo legato a quello che ho lasciato dietro per poter andare avanti in questo senso. O meglio quello che ho intravisto qui, non mi ha intrigato al punto da farmi avere dubbi se rimanere o meno.

Molti sono i motivi. La diffidenza (intesa come distanza) delle persone, molto piu' marcata che altrove. Le mie difficolta' con la lingua, che raramente mi hanno permesso di essere brillante nelle conversazioni, anzi molto spesso mi hanno fatto sentire monco. Il lavoro che faccio, ma soprattutto il fatto di non godere di uno stipendio, che nella terza citta' piu' cara del mondo si fa sentire. La durata breve dello stage in relazione alle dimensioni di Londra. La frenesia con cui tutti si muovono.

Poi c'e' tutto quello che ho lasciato. Armida, casa mia, gli amici, Roma. Il fatto di venire da Roma non e' secondario. A parte l'amore ottuso che lega noi romani a Roma, un conto e' venire da un paesino in provincia di Cosenza, un conto e' venire da Roma. Voglio dire che come opportunita' in Italia, Roma e' Roma, cioe' uffici, organizzazioni, enti, ministeri, sedi di multinazionali, ma anche cultura, divertimento, spettacoli. Ci sono una miriade di cose di cui uno quotidianamente non approfitta, allora perche' venirle a cercare qui? 

Qui c'e' lavoro, in Italia no. Questo e' vero. Ma che prezzo si deve pagare per il lavoro che c'e' qui? Per ora, per me il prezzo e' ancora troppo alto. E ancora non ho perso ogni speranza sulla situazione italiana.

 

Ergo, 10 giorni e torno.

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categorie: londra, considerazioni, il belpaese
martedì, 11 luglio 2006

iososervitorecivile

Passati due giorni, ma non ho tanta voglia di cercare parole che sarebbero comunque inadeguate a descrivere quello che e' successo e quello che ho provato. E' non e' stato solo football, per noi che non stiamo in Italia. Quello che mi auguro e' che non rimanga solo calcio anche in patria.

Per il resto, proprio stamattina ho saputo che il colloquio che ho fatto 2 settimane fa a Roma e' andato bene, percio' da settembre comincio il servizio civile all'Arci. A parte la contentezza perche' il mio viaggio a Roma e' servito a qualcosa, mi fa un sacco piacere avere qualcosa di certo per il futuro, che mi permette di continuare a non stare a casa a tentare strade improbabili.

Ci stanno riducendo cosi' male, che uno e' felice per aver ottenuto un'esperienza di un anno a 433 euro mensili, ma tant'e'. Gli spagnoli dicono "asi' es la vida, que le vamos a hacer" ed e' quello che penso. Arriveranno tempi migliori, l'importante e' non fermarsi, l'importante e' avere sempre qualcosa da fare.
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categorie: lavoro, considerazioni
martedì, 04 luglio 2006

iosotifoso

Io sto godendo. Spero che alla durezza delle pene richieste faccia seguito una sfilza di condanne esemplari. Ma intanto tira aria di repulisti ed e' gia' qualcosa.

E piano piano vengono fuori gli omuncoli.

Giraudo chiama in causa la Roma per la vicenda passaporti, dicendo che ha patteggiato, e invece la Roma e' stata assolta, signor Giraudo...

Capello si e' dimesso, lasciando la nave che affonda. Bravo, il vero ammiraglio si vede nel momento della tempesta...

Berlusconi chiama in causa moventi politici alla base della richiesta di condanne. E che palle...

Bergamo si dimette stamattina per evitare il processo. Ma che omo sei?

Moggi piagne. Ma che omo sei?

Non vorrei essere volgare, ma questi sono proprio uomini di merda. Una manica de inciucioni che provano a buttalla in caciara, dicendo che al telefono scherzavano...


Fortuna che stasera c'e' la nazionale.

Solo che non riesco a dimenticare che il nostro ct viene proprio da quella Juve, arrivato in nazionale grazie alla triade. E poi che il capitano di tale nazionale in un video si faceva "butta' dentro le bombe" in vena dal dottore di turno. E pure che il nostro beneamato portierone si e' sputtanato migliaia di euri in scommesse clandestine.
Pero' c'e' pure chi va a fare le visite a Rebibbia, fa un sacco di soldi con un libro scemo e ne dona un po' a destra e a manca, cede i diritti delle riprese del suo matrimonio pacchiano per dare altri soldi in beneficenza, si emoziona tra i bambini, gioca a carte la sera con la moglie e gli amici, tira i rigori e sa fa' pure er cucchiaio.

Io non ci riesco a non essere tifoso pure quando guardo la nazionale. E c'ho un solo capitano, io.
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categorie: il belpaese, la maggica
lunedì, 03 luglio 2006

iosostatoaroma

Non scrivo mai, non onoro questo spazio, dovrei sentirmi in colpa e un po' mi ci sento.

Sono stato a Roma la settimana scorsa. Ho fatto il colloquio per il servizio civile all'Arci. Ci sono andato apposta, e la persona che mi ha "intervistato" ad un certo punto mi ha ricordato che l'Arci e' un'associazione di sinistra, perche' un po' preoccupata dalle mie passate esperienze. Anche io lo sono, per questo ho fatto domanda per il servizio civile all'Arci.

Possibile che tutti dobbiamo ragionare per compartimenti stagni? La tanto decantata flessibilita' e un sistema di vita che non appartiene a noi italiani, per lo meno non piu'. Perche' persone laureate 25 anni fa in filosofia possono fare i copywriter e ora serve il master superspecialistico pure per scrivere un flyer? E poi perche' tutti si preoccupano di cosa uno sa gia' fare e non guardano negli occhi le persone che intervistano per capire se in quegli occhi brilla qualcosa?

Guardate nei miei occhi e datemi un'opportunita' degna di questo nome. E poi ne riparliamo.


E poi dicevo so' stato a Roma... Mamma mia quant'e' bella la mia citta'. Il caldo che non ti fa respirare, la calma sorniona, gli insulti senza eufemismi, i concerti al laghetto di villa ada, il lago di martignano, il mare a tor vajanica. Che ne so, tutte cose piccole, provinciali, come provinciale e' Roma, un grosso paese dove ti capita di incontrare sempre le stesse persone negli stessi luoghi, ma che mi piace tanto, dove mi sento veramente a casa. Tutti che si fanno bastare quello che c'hanno pure se il mare piu' vicino e' quello di tor vajanica. Cene fuori, sui balconi perche' dentro si schiatta. Una pizza a San Lorenzo o una birretta a piazza Trilussa. Tutti quanti.

Perdermi quest'estateromana mi dispiace un po'. Mi mancava prima di partire e mi manca ancora di piu' ora che sono tornato, perche' ho rivissuto quanto tutto e' bello e soprattutto mio.

Sensazioni strane al ritorno qui a Londra. In cui ci sono tutti questi pensieri e la consapevolezza di dove sta casa mia.

Per non parlare di come so' stato con Armida, ma quella e' un'altra storia...
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categorie: londra, considerazioni
lunedì, 26 giugno 2006

iosoperilno

perché iosotestardo anche verso le 14:09 | link | commenti (4)
categorie:
venerdì, 23 giugno 2006

iosoio

Il Marchese del Grillo era uomo di mondo. Nobilotto di famiglia pontificia, giocava col popolo e si caricava in spalla la sedia del Papa. Frequentava con la stessa disinvoltura i bassifondi romani e la santa curia. Sempre in vena di scherzi, di beffe, ma pure in affari coi francesi.
Una sera venne pizzicato dai gendarmi a giocare d'azzardo ad un banchetto con quelli del popolino. Con le mani nel sacco, come si dice. Colto in flagranza di reato, senza che ci fosse molto spazio per i dubbi. Eppure er sor Marchese, riusci' a svangarla, farla franca per i non capitolini. Gli basto' presentarsi, farsi riconoscere per sentire pure le scuse da parte del poliziotto per averlo disturbato. E salendo sulla carrozza messa a disposizione dello stato pontificio per tornare a casa, rivolto agli altri compagni di gioco in attesa di essere tradotti forse a castel s.angelo, spiegando le ragioni dell'ennesima ingiustizia, pronuncio' parole destinate a passare alla storia: "perche' io so' io e voi non sete un cazzo!"

Moggi, Galliani, Vittorio Emanuele mi hanno fatto tornare in mente quella scena fantastica. 160 anni fa le cose andavano cosi'. Vedremo se nel frattempo qualcosa e' cambiato...
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categorie: il belpaese
lunedì, 12 giugno 2006

iosofico

Mi sono tagliato i capelli corti corti e mi sento proprio fico.

A londra continua il caldo torrido, ma oggi dicono che arriva pure il temporalone.

E stasera faccio l'emigrante che si guarda la partita coi connazionali.
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categorie: londra
martedì, 06 giugno 2006

iosoancorainestasi

Sono stati giorni di amore, condivisione, sguardi, mani nelle mani, cene, compagnia, chiacchiere, discorsi seri, sesso, entusiasmo, intimita', progetti futuri e gioie presenti.

Tra la folla di Brick Lane, sul letto di camera mia, sull'autobus verso Camden, in un party molto british nel giardino di casa, sorseggiando un birra in un pub a Southbank. Sempre io e lei. Sempre noi. Con la consapevolezza di poterci guardare negli occhi e vedere quella luce.

E poi che bello farla entrare nel mio mondo londinese, l'avevo sognato sin dai primi momenti in cui ho cominciato a sentirmi a casa. Ed e' stato tutto troppo bello. Ora c'e' anche un po' di lei. Non sono piu' proprio solo.

Siamo stati davvero bene, ne avevo bisogno. Ne avevamo bisogno.
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categorie: londra, armida
giovedì, 01 giugno 2006

iosostupefatto

"Lo stesso Berlusconi, intervenendo al vertice della coalizione, ha spiegato di ritenere inopportuna una sua presidenza del comitato, per evitare "una propria sovraesposizione"

Berlusconi che si fa problemi di sovraesposizione? Stara' mica poco bene? Pover'uomo...
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categorie: il belpaese

Iosoio

Utente: iosotestardo

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